Il 2020 di Pedius: in viaggio da remoto

IL 2020 DI PEDIUS: IN VIAGGIO DA REMOTO

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Il 2020 verrà sicuramente ricordato come l’anno dello stop forzato, delle distanze difficili da coprire, del ritorno a una dimensione territoriale più locale e meno cosmopolita, segnando un importante cambiamento sulla rotta impostata da quasi tutte le aziende, in Italia e nel mondo. Lo smart working, in particolare, ha dato alle imprese un nuovo modo di lavorare, di districarsi sul mercato e di interagire con i clienti e con i propri dipendenti.

Pedius, l’app che permette alle persone sorde di telefonare in autonomia, durante quest’anno, ha saputo adattarsi a questi cambiamenti riuscendo a integrarli nel proprio modo di lavorare e di vivere l’azienda, utenti e dipendenti compresi. Non sono di certo mancate delle difficoltà, soprattutto per quanto riguarda i nascenti rapporti con la Cina e il Peru, dove la distanza forzata ha causato dei rallentamenti nelle comunicazioni e nel lancio dei servizi.

Eppure, nonostante le varie complicazioni nate durante questo anno, le attività sono comunque andate avanti e Pedius è riuscita ad affacciarsi e ad affermarsi in due mercati nuovi e ad attivare servizi nei paesi in cui è già disponibile. Ma andiamo con ordine.

Cina e Peru – dall’altra parte del mondo in videochiamata

I due paesi che nel 2020 hanno richiesto più impegno, dal punto di vista della distanza, impossibile da coprire fisicamente durante l’anno appena passato per via dello stato di emergenza ancora in corso, sono sicuramente stati Hong Kong e il Peru.
Eppure, la tecnologia è riuscita a ovviare a questi problemi. Grazie a frequenti video chiamate e, nel caso di Hong Kong, all’introduzione di figure locali, Pedius è riuscito, nonostante le varie difficoltà e gli evidenti rallentamenti, a ottenere notevoli risultati.
A Hong Kong, che ad oggi conta più di 740 utenti, l’azienda leader delle telecomunicazioni CSL ha reso il proprio call center accessibile alle persone sorde e, nel frattempo, si è dato il via a una sperimentazione di un sistema di sottotitolazione delle lezioni universitarie con la Chinese University of Hong Kong.
In Peru, invece, a seguito della collaborazione con ENEL Peru l’app è stata pubblicamente lanciata e conta più di 335 utenti attivi.

Smart working in Italia anche per le persone sorde

Tornando in Italia, Pedius ha saputo riadattare i propri servizi a nuove soluzioni capaci di fornire un supporto sia alla comunità, durante tutto il periodo di emergenza COVID, sia alle aziende che hanno adottato lo smart working per i propri dipendenti.
Per quanto riguarda l’emergenza COVID, Pedius ha attivato tra i propri servizi disponibili gratuitamente la lista dei Numeri Verdi Regionali istituiti dal Ministero della Salute e ha installato l’applicazione sui mille (e più) tablet distribuiti dalla Fondazione TIM e donati ai 75 enti ospedalieri in Italia che avevano pazienti sordi ricoverati.
In ottica smart working, invece, grazie alla collaborazione tra Pedius e VEASYT è nato il primo servizio “ibrido” che permette ai dipendenti sordi di TIM di poter usufruire di due strumenti per la comunicazione aziendale con capi, colleghi e fornitori: uno, quello offerto da VEASYT, che mette in comunicazione diretta la persona sorda con un interprete da remoto, e l’altro, quello offerto da Pedius, che fa telefonare in autonomia e permette la trascrizione in tempo reale delle call conference.

Affrontare un anno come questo non è stato facile, eppure il team di Pedius anche se da remoto e decentrato continua a crescere e a lavorare al massimo delle proprie forze per riuscire ad abbattere finalmente le barriere alla comunicazione che ogni giorno, pandemia o no, affliggono le persone non udenti. Socializzazione, attività di prima necessità, prenotazioni, corsi di formazione, apprendimento continuo e soluzioni inclusive per i lavoratori sono solo alcuni dei servizi che Pedius ha continuato e continuerà a offrire alla comunità sorda.
Samantha Leone

Samantha Leone

Linguista e interprete LIS - Lingua dei Segni Italiana - ama la scrittura e Star Wars. Dal 2015 lavora in Pedius dove si occupa di comunicazione.

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