Quando l’AI entra in aula: equità, accesso e nuove responsabilità per l’università

Quando l’AI entra in aula: equità, accesso e nuove responsabilità per l’università

Il 4 marzo, negli spazi della CTE di Roma, si è tenuta la tavola rotonda “Insegnare nell’era dell’Intelligenza Artificiale: sfide pedagogiche e opportunità concrete”, un confronto tra ricerca, innovazione e impresa per riflettere su come l’intelligenza artificiale stia cambiando il modo di insegnare e apprendere.

A discuterne sono stati il professor Andrea Mangiatordi dell’Università di Milano Bicocca, Fabio Lalli (ICONICO / MTVRS), Michele Franzese (Scai Comunicazione), con la moderazione di Lorenzo Di Ciaccio, fondatore di Pedius.

Il dibattito ha toccato un punto ormai condiviso da molti nel mondo accademico: l’AI non è più un fenomeno marginale o un semplice strumento tecnologico, ma un elemento destinato a ridefinire profondamente il sistema educativo.

Dall’accessibilità all’innovazione didattica

Uno dei temi centrali della discussione è stato quello dell’accessibilità. Proprio l’esperienza di Pedius — nata per permettere alle persone non udenti di telefonare — ha mostrato come tecnologie sviluppate per l’inclusione possano diventare strumenti utili per tutti.

L’uso dell’intelligenza artificiale per trascrivere automaticamente le lezioni, ad esempio, nasce dall’esigenza di rendere i contenuti accessibili agli studenti sordi. Ma da lì si è aperto uno scenario molto più ampio: generazione di mappe concettuali, riassunti, supporti allo studio e materiali didattici personalizzati.

In altre parole, ciò che nasce come tecnologia assistiva può diventare un nuovo standard didattico.

L’università di fronte alla rivoluzione dell’AI

Come ha spiegato Andrea Mangiatordi, molte università stanno già lavorando alla definizione di linee guida sull’uso dell’intelligenza artificiale da parte di studenti e docenti.

L’Università di Milano Bicocca, dove Mangiatordi è delegato per la disabilità, è uno degli atenei più attivi su questi temi, anche perché ospita un numero significativo di studenti non udenti grazie alla presenza di corsi legati all’interpretariato.

In questo contesto l’AI viene vista come un’opportunità per migliorare l’accesso allo studio e per ripensare gli strumenti didattici. Ma la sua introduzione richiede anche nuove regole, nuove competenze e una riflessione pedagogica più ampia.

Un nuovo paradigma educativo

Durante la tavola rotonda è emersa una domanda chiave: se l’intelligenza artificiale può produrre contenuti, riassunti e risposte, quale diventa il ruolo dell’educazione?

Secondo Fabio Lalli, il cambiamento è inevitabile: la scuola e l’università non possono più limitarsi a trasmettere informazioni. Devono invece concentrarsi sullo sviluppo del mindset, della capacità di adattarsi e di comprendere contesti complessi.

In un mondo in cui le macchine possono generare testi, codice o analisi, il valore umano si sposta verso competenze come:
• pensiero critico
• capacità di interpretazione
• consapevolezza nell’uso degli strumenti tecnologici
• capacità di porre le domande giuste

L’AI, in questo senso, non sostituisce l’apprendimento, ma lo trasforma.

Il rischio dell’illusione di competenza

Un altro punto emerso nel confronto riguarda il rischio di quella che i relatori hanno definito “illusione di competenza”.

Gli strumenti di intelligenza artificiale possono produrre risposte molto convincenti, ma questo non significa che chi li utilizza possieda realmente le conoscenze necessarie per comprenderle o verificarle.

Per questo motivo, come hanno sottolineato sia Fabio Lalli sia Michele Franzese, l’educazione deve rafforzare la dimensione critica: insegnare non solo a usare l’AI, ma anche a metterne in discussione i risultati.

La sfida non è quindi tecnologica, ma culturale.

AI come supporto ai docenti

L’intelligenza artificiale può inoltre alleggerire parte del lavoro dei docenti. Strumenti di supporto possono aiutare nella preparazione dei materiali, nella generazione di contenuti didattici o nella personalizzazione dei percorsi di apprendimento.

Questo non significa sostituire l’insegnante, ma liberare tempo ed energie per le attività educative più importanti: il confronto con gli studenti, la costruzione del pensiero critico, la guida nel processo di apprendimento.

Verso un’educazione più inclusiva

Un concetto pedagogico richiamato durante l’incontro è quello di Universal Design for Learning (UDL): un approccio che parte dall’idea che gli studenti non siano tutti uguali e che l’insegnamento debba essere progettato per accogliere questa variabilità.

In questo senso l’intelligenza artificiale può diventare uno strumento potente: permettendo di adattare contenuti, linguaggi e modalità di apprendimento alle esigenze di studenti diversi. L’obiettivo non è solo innovare la didattica, ma renderla più equa.

Una trasformazione già in corso

La tavola rotonda ha restituito un’immagine chiara: l’intelligenza artificiale è già entrata nelle università e nelle aule, spesso prima ancora che esistano regole condivise su come usarla. Per questo motivo il compito delle istituzioni accademiche non è bloccarla, ma guidarne l’adozione.

Significa definire linee guida, sviluppare competenze digitali e soprattutto ripensare il ruolo dell’educazione in una società in cui la conoscenza non è più scarsa, ma sovrabbondante. In questo scenario, l’università resta un luogo fondamentale: non tanto per trasmettere informazioni, ma per formare cittadini capaci di comprenderle, interpretarle e usarle con responsabilità.

Verso una didattica aumentata: i prossimi passi

Il webinar alla CTE di Roma Tiburtina ha dimostrato che il futuro dell’educazione non si costruisce subendo la tecnologia, ma guidandola con saggezza e metodo. In Pedius, vogliamo che questo confronto resti aperto e si trasformi in strumenti operativi per docenti, studenti e professionisti.

Abbiamo raccolto gli spunti, le riflessioni e i casi d’uso emersi durante il dibattito in un documento sintetico, creato con il supporto dell’IA ma validato dalla nostra esperienza umana. Un manuale pratico per iniziare a integrare l’IA nella tua quotidianità didattica o aziendale in modo etico e accessibile.

Scarica qui l’Event Book “Insegnare nell’era dell’IA” oppure guarda il video del nostro webinar su YouTube.

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